Assieme: Servizi e consulenze per l'associazionismo

L.R. 9 dicembre 2002, n. 34 - Norme per la valorizzazione delle associazioni di promozione sociale

Art.1, Art.2, Art.3, Art.4, Art.5, Art.6, Art.7, Art.8, Art.9, Art.10, Art.11, Art.12, Art.13, Art.14, Art.15, Art.16, Art.17, Art.18, Art.19, Art.20, Art.21, Art.22, Note,

                                                           

 

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IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
la seguente legge:

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
E NORME DI PRINCIPIO

 

Articolo 1

Oggetto e finalita' della legge

1. La Regione Emilia-Romagna riconosce il ruolo dell'associazionismo
come espressione di impegno sociale e di autogoverno della societa'
civile e ne valorizza la funzione per la partecipazione alla vita
della comunita' regionale.
2. La Regione favorisce il pluralismo e l'autonomia delle
associazioni e ne sostiene le attivita', sia quelle rivolte agli
associati che quelle rivolte a tutta la collettivita'.
3. A tal fine la Regione, nell'esercizio delle proprie competenze
legislative ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione,
ispirandosi ai principi ed ai valori della Costituzione e della Legge
7 dicembre 2000, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione
sociale), con la presente legge detta norme per la valorizzazione
dell'associazionismo di promozione sociale quale espressione
d'impegno e pluralismo della societa' civile.
4. Con la presente legge, la Regione detta altresi' i principi
generali che favoriscono i rapporti tra le istituzioni pubbliche e le
associazioni di promozione sociale, nella salvaguardia dell'autonomia
delle associazioni stesse.

 

Articolo 2

Associazioni di promozione sociale

1. Ai fini della presente legge, sono considerate associazioni di
promozione sociale le associazioni di natura privatistica costituite
ai sensi della Legge n. 383 del 2000 per perseguire, senza scopo di
lucro, interessi collettivi attraverso lo svolgimento continuato di
attivita' di promozione sociale rivolte a favore degli associati e di
terzi e finalizzate:
a) all'attuazione dei principi della pace, del pluralismo delle
culture e della solidarieta' fra i popoli;
b) allo sviluppo della personalita' umana in tutte le sue espressioni
ed alla rimozione degli ostacoli che impediscono l'attuazione dei
principi di liberta', di uguaglianza, di pari dignita' sociale e di
pari opportunita', favorendo l'esercizio del diritto alla salute,
alla tutela sociale, all'istruzione, alla cultura, alla formazione
nonche' alla valorizzazione delle attitudini e delle capacita'
professionali;
c) alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico,
ambientale e naturale nonche' delle tradizioni locali;
d) alla ricerca e promozione culturale, etica e spirituale;
e) alla diffusione della pratica sportiva tesa al miglioramento degli
stili di vita, della condizione fisica e psichica nonche' delle
relazioni sociali;
f) allo sviluppo del turismo sociale e alla promozione turistica di
interesse locale;
g) alla tutela dei diritti dei consumatori ed utenti;
h) al conseguimento di altri scopi di promozione sociale.
2. Ai fini della presente legge, non sono considerate associazioni di
promozione sociale i soggetti di cui all'articolo 2, commi 2 e 3,
della Legge n. 383 del 2000 e le associazioni che pongono limiti alle
ammissioni degli associati non strettamente funzionali e necessari al
perseguimento degli scopi di promozione sociale dell'associazione.
3. Le associazioni di promozione sociale si avvalgono prevalentemente
delle attivita' prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai
propri associati. Per grandi manifestazioni afferenti gli scopi
istituzionali delle associazioni di promozione sociale, le stesse
possono, per quell'evento, avvalersi di attivita' prestata in forma
volontaria, libera e gratuita da persone non associate alle
associazioni medesime. Possono inoltre avvalersi, in caso di
particolare necessita', di prestazioni di lavoro autonomo o
dipendente, anche ricorrendo ai propri associati.

 

Articolo 3

Atto costitutivo e statuto

1. Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto
scritto e sono dotate di uno statuto che ne garantisce l'autonomia
organizzativa, gestionale e patrimoniale e che prevede espressamente
i seguenti requisiti:
a) la denominazione e la sede legale;
b) lo scopo;
c) l'attribuzione della rappresentanza legale;
d) l'assenza di fini di lucro, intesa anche come divieto di ripartire
i proventi fra gli associati in forme indirette o differite;
e) l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione nelle
attivita' istituzionali;
f) la democraticita' dell'ordinamento interno, ed in particolare
l'elettivita' delle cariche associative, l'uguaglianza degli
associati anche in riferimento all'esercizio del voto individuale,
nonche' l'effettivita' del rapporto associativo. In relazione alla
particolare natura di talune associazioni, il Presidente della
Regione, sentito l'Osservatorio regionale di cui all'articolo 14,
puo' consentire deroghe alla presente disposizione;
g) i criteri per l'ammissione e l'esclusione degli associati ed i
loro diritti ed obblighi;
h) l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari e le
modalita' di approvazione degli stessi da parte degli organi
statutari;
i) le modalita' di scioglimento dell'associazione e l'obbligo di
devoluzione del patrimonio residuo, dopo la liquidazione, a fini di
utilita' sociale.

TITOLO II
REGISTRI DELL'ASSOCIAZIONISMO
DI PROMOZIONE SOCIALE

 

Articolo 4

Registri delle associazioni di promozione sociale

1. Sono istituiti il registro regionale e i registri provinciali
delle associazioni di promozione sociale, che sostituiscono a tutti
gli effetti rispettivamente l'Albo regionale e gli Albi provinciali
delle associazioni di cui alla L.R. 7 marzo 1995, n. 10 (Norme per la
promozione e la valorizzazione dell'associazionismo).
2. Nei registri di cui al comma 1 possono iscriversi le associazioni
di promozione sociale che, avendo sede ed operando nel territorio
regionale ed essendo in possesso dei requisiti di cui agli articoli 2
e 3, sono costituite e svolgono effettivamente l'attivita' da almeno
un anno.
3. Nel registro regionale possono iscriversi le associazioni aventi
rilevanza regionale, e precisamente:
a) le associazioni che operino in almeno cinque province del
territorio regionale attraverso articolazioni locali strutturate su
base associativa;
b) gli organismi di collegamento e coordinamento di sole associazioni
di promozione sociale, di cui almeno quindici iscritte in almeno
cinque registri provinciali.
4. Nei registri provinciali possono iscriversi le associazioni non
aventi rilevanza regionale.
5. L'iscrizione nei registri di cui al presente articolo e'
condizione necessaria per poter usufruire dei benefici previsti dalla
Legge n. 383 del 2000 e per poter accedere alle forme di sostegno e
valorizzazione previste dalla presente legge nonche' dalla normativa
di settore, fatti salvi gli ulteriori requisiti eventualmente da
quest'ultima richiesti.
6. L'iscrizione nei registri di cui alla presente legge e'
incompatibile con l'iscrizione nei registri del volontariato di cui
alla L.R. 2 settembre 1996, n. 37 (Nuove norme regionali di
attuazione della Legge 11 agosto 1991, n. 266 "Legge quadro sul
volontariato". Abrogazione della L.R. 31 maggio 1993, n. 26).


 

Articolo 5

Registri comunali

1. Al fine di perseguire le finalita' e i principi di cui alla
presente legge, i Comuni possono prevedere l'istituzione di registri
comunali delle associazioni di promozione sociale.
2. Nei registri di cui al comma 1 sono iscritte, a cura dell'Ente
locale, d'ufficio le associazioni iscritte nei registri regionale e
provinciali che hanno sede nel territorio comunale o vi operano in
modo continuato da almeno un anno e, su richiesta, le associazioni
che, non essendo iscritte in detti registri, hanno sede nel
territorio comunale e sono in possesso dei requisiti di cui agli
articoli 2 e 3.
3. Le associazioni iscritte unicamente nei registri comunali
acquisiscono titolo a:
a) accedere a contributi erogati dai Comuni titolari dei registri;
b) accedere a rapporti convenzionali con gli stessi Comuni, nel
rispetto di quanto previsto dagli articoli 12 e 13;
c) accedere all'assegnazione di spazi e attrezzature di proprieta'
dei medesimi Comuni, cosi' come previsto dall'articolo 8, comma 3;
d) accedere alla riduzione dei tributi locali nelle forme previste
dall'articolo 15.
4. I Comuni possono stipulare convenzioni con le associazioni
iscritte nei registri nel rispetto delle procedure e delle condizioni
di cui all'articolo 12, commi 2 e 3.

 

Articolo 6

Procedure per l'iscrizione, la cancellazione
e la revisione

1. Relativamente al registro regionale, le modalita' di iscrizione,
cancellazione e revisione vengono stabilite dalla Giunta regionale
entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge con
deliberazione da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale regionale.
2. Relativamente ai registri provinciali e comunali, in attuazione
dell'articolo 117, comma 6 della Costituzione, le Province e i
Comuni, ciascuno relativamente ai propri ambiti di competenza, con
propri regolamenti disciplinano le modalita' di iscrizione,
cancellazione e revisione, nel rispetto di criteri minimi di
uniformita' delle procedure stabiliti entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge dalla Giunta regionale
con proprio atto da pubblicarsi nel Bollettino Ufficiale regionale.
3. Il procedimento di iscrizione deve concludersi nel termine di
sessanta giorni dalla presentazione della domanda, fatta salva la
sospensione dei termini per eventuali documentazioni integrative.
4. Avverso i provvedimenti di diniego di iscrizione nei registri
regionale, provinciali e comunali e avverso i provvedimenti di
cancellazione dai registri regionale, provinciali e comunali sono
ammessi i ricorsi di cui all'articolo 10 della Legge n. 383 del 2000.

TITOLO III
SOSTEGNO E VALORIZZAZIONE DELL'ASSOCIAZIONISMO
DI PROMOZIONE SOCIALE

 

Articolo 7

Forme di sostegno dell'associazionismo sociale

1. La Regione con la presente legge favorisce l'associazionismo di
promozione sociale attraverso interventi di sostegno delle strutture
associative dei soggetti iscritti nei registri regionale e
provinciali.
2. La Regione favorisce altresi' l'acquisizione da parte delle
associazioni delle informazioni e degli strumenti utili all'accesso
ai finanziamenti e alle iniziative nazionali e dell'Unione Europea.

 

Articolo 8

Fornitura di spazi e attrezzature

1. Ai sensi dell'articolo 7, commi 3 e 4 della L.R. 25 febbraio 2000,
n. 10 (Disciplina dei beni regionali - Abrogazione della L.R. 10
aprile 1989, n. 11), la Regione puo' concedere, anche a titolo
gratuito, in comodato o in uso, beni appartenenti al suo patrimonio
disponibile alle associazioni di promozione sociale iscritte nel
registro regionale.
2. Gli spazi e le attrezzature concesse possono essere utilizzati
dalle associazioni sia per attivita' inerenti la vita associativa,
sia per lo svolgimento di attivita' statutarie specifiche, alle
seguenti condizioni:
a) le spese di gestione e di manutenzione ordinaria sono a carico
delle associazioni concessionarie;
b) l'associazione concessionaria e' tenuta alla restituzione del bene
nelle medesime condizioni in cui e' stato consegnato, salvo il
normale deperimento d'uso;
c) la concessione puo' comportare una decurtazione del canone di
locazione a fronte di opere di miglioria e di manutenzione
straordinaria le cui spese siano sostenute dall'associazione
concessionaria.
3. Le Province, gli Enti locali, gli Enti pubblici dipendenti dalla
Regione e gli Enti pubblici soggetti a vigilanza regionale, nel
rispetto delle normative di settore, possono offrire alle
associazioni iscritte nei registri analoghe opportunita' per l'uso di
spazi e attrezzature di loro proprieta' o a loro disposizione.


 

Articolo 9

Contributi finanziari per il sostegno
dell'associazionismo

1. La Regione assegna contributi finanziari alle associazioni
iscritte al registro regionale per la realizzazione di progetti
specifici di interesse e diffusione regionale volti:
a) alla conoscenza e alla valorizzazione dei principi ispiratori e
dell'evoluzione storica dell'associazionismo;
b) al rafforzamento di strategie di coordinamento tra i vari livelli
associativi e di raccordo interassociativo;
c) alla formazione e all'aggiornamento degli aderenti;
d) al potenziamento e alla qualificazione dei servizi;
e) alla tutela e alla valorizzazione delle associazioni storiche, con
piu' di cento anni di vita attiva, e del loro patrimonio mobile e
immobile di valore storico.
2. La Regione assegna altresi' contributi alle Province per il
sostegno di piani di intervento per la realizzazione di iniziative
concordate con le associazioni operanti nel proprio territorio ed
iscritte nei registri provinciali.
3. La Giunta regionale, con proprio provvedimento, stabilisce
annualmente le priorita' di assegnazione nonche' le modalita' ed i
criteri per l'accesso e per l'erogazione delle sovvenzioni di cui ai
commi 1 e 2.

 

Articolo 10

Diritto di partecipazione e di informazione

1. Le associazioni iscritte nei registri regionale e provinciali
nell'ambito della Conferenza regionale del Terzo Settore di cui
all'articolo 35 della L.R. 21 aprile 1999, n. 3 (Riforma del sistema
regionale e locale):
a) partecipano alla programmazione pubblica nei settori cui si
riferisce la loro attivita';
b) possono proporre, ciascuna per il proprio ambito territoriale di
attivita', programmi e iniziative di intervento alla Regione e agli
Enti locali nelle materie di loro interesse.
2. Alle associazioni di promozione sociale e' riconosciuto il diritto
di accesso ai documenti amministrativi secondo quanto previsto
dall'articolo 26 della Legge n. 383 del 2000.


 

Articolo 11

Formazione, aggiornamento e qualificazione

1. La Regione promuove la formazione, l'aggiornamento e la
qualificazione degli operatori e degli associati delle associazioni
di promozione sociale, secondo la normativa vigente in materia di
formazione professionale e di educazione degli adulti.

 

Articolo 12

Convenzioni fra associazioni di promozione sociale
e soggetti pubblici

1. La Regione, gli Enti locali e gli altri Enti pubblici possono
stipulare convenzioni con le associazioni iscritte da almeno sei mesi
nei registri di cui alla presente legge per la gestione di attivita'
di promozione sociale verso terzi di cui all'articolo 2.
2. Gli Enti di cui al comma 1 debbono pubblicizzare la volonta' di
stipulare convenzioni, attraverso strumenti idonei a garantirne la
massima conoscenza da parte delle associazioni interessate ed
operanti nel settore oggetto della convenzione.
3. Le convenzioni debbono precisare almeno:
a) le attivita' oggetto del rapporto convenzionale, attinenti alle
finalita' statutarie dell'associazione, nonche' le loro modalita' di
espletamento;
b) le risorse umane - aventi adeguata formazione specifica in caso di
interventi rivolti alla persona - le strutture, le attrezzature e i
beni strumentali impiegati nell'espletamento delle attivita' di cui
alla lettera a), nonche' le loro condizioni di utilizzazione;
c) i costi relativi alla copertura assicurativa, a carico dell'Ente
pubblico, delle persone messe a disposizione da parte
dell'associazione, adeguatamente all'attivita' svolta e con
riferimento ai livelli di copertura previsti dalla normativa in
materia di lavoro dipendente;
d) l'ammontare dell'eventuale partecipazione finanziaria dei
contraenti;
e) le modalita' di rimborso delle spese documentate;
f) le modalita' di verifica dell'attuazione della convenzione;
g) la durata, le cause e modalita' di risoluzione della convenzione.
4. Gli Enti pubblici possono erogare alle associazioni di promozione
sociale iscritte contributi finalizzati al sostegno di specifiche
attivita' o progetti di pubblico interesse.

 

Articolo 13

Criteri di priorita' per le convenzioni

1. La scelta, da parte degli Enti pubblici di cui all'articolo 12,
comma 1, dell'associazione con cui stipulare la convenzione, da
effettuarsi in ogni caso attraverso una valutazione comparativa,
avviene valutando l'attitudine e le capacita' operative delle
associazioni, considerando nel loro complesso:
a) l'esperienza maturata nell'attivita' oggetto di convenzione;
b) il livello qualitativo adeguato all'attivita' convenzionata in
ordine agli aspetti strutturali, organizzativi e di personale;
c) l'offerta di modalita' a carattere innovativo e sperimentale per
lo svolgimento delle attivita' di pubblico interesse;
d) la sede dell'associazione e la presenza operativa nel territorio
in cui deve essere svolta l'attivita';
e) il tipo e la qualita' della formazione curata dall'associazione;
f) la partecipazione degli addetti a corsi di formazione negli
specifici settori d'intervento;
g) ulteriori criteri, di volta in volta individuati, in ragione della
particolare tipologia della convenzione stipulata, e preventivamente
pubblicizzati dall'Ente pubblico.
2. Qualora le attivita' da gestire in convenzione richiedano una
capacita' operativa particolare, adeguata alle esigenze di pubblico
interesse, gli Enti di cui all'articolo 12, comma 1 possono stipulare
convenzioni dirette con le associazioni che dimostrino un adeguato
grado di capacita' ad assolvere agli impegni derivanti dalle
convenzioni stesse.

 

Articolo 14

Osservatorio regionale associazionismo
di promozione sociale

1. E' istituito l'Osservatorio regionale dell'associazionismo di
promozione sociale, quale Sezione speciale della Conferenza regionale
del Terzo Settore di cui all'articolo 35 della L.R. n. 3 del 1999.
2. La Giunta regionale, su proposta della Conferenza regionale del
Terzo Settore, con proprio atto provvedera' a determinare la
composizione e le modalita' di funzionamento dell'Osservatorio di cui
al comma 1.
3. L'Osservatorio svolge le seguenti funzioni:
a) analizzare le necessita' del territorio e le priorita' di
intervento;
b) favorire la conoscenza e la circolazione di esperienze,
raccogliere dati, documenti e testimonianze riguardanti le attivita'
di promozione sociale di cui all'articolo 2, comma 1;
c) promuovere direttamente o in collaborazione con gli Enti locali e
con le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri
regionale e provinciali, iniziative di studio e di ricerca ai fini
della promozione e dello sviluppo delle attivita' di promozione
sociale di cui all'articolo 2, comma 1;
d) formulare proposte operative in materia di promozione sociale.
4. La Regione, sentito l'Osservatorio, promuove ogni quattro anni la
"Conferenza regionale della promozione sociale" cui partecipano i
soggetti pubblici e le associazioni di promozione sociale
interessate.

 

Articolo 15

Riduzione di tributi locali

1. Gli Enti locali, qualora non si trovino in situazione di dissesto
ai sensi del Titolo VIII del DLgs 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico
delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali), possono deliberare
riduzioni o esenzioni sui tributi di propria competenza a favore
delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui
alla presente legge.

 

Articolo 16

Destinazione d'uso delle sedi e dei locali associativi

1. La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei
quali si svolgono le relative attivita' sono compatibili con tutte le
destinazioni d'uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i
Lavori pubblici del 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di
densita' edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e
rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e
produttivi e spazi pubblici o riservati alle attivita' collettive, al
verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione
dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli
esistenti, ai sensi dell'art. 17 della Legge 6 agosto 1967, n. 765),
indipendentemente dalla destinazione urbanistica.
2. La destinazione d'uso rimane invariata fintanto che le
associazioni occupano gli spazi.

 

Articolo 17

Attivita' di controllo

1. La Regione e le Province stabiliscono criteri e modalita' di
controllo diretto sulle attivita' delle associazioni di promozione
sociale iscritte nei registri, al fine di verificare l'effettiva
esistenza e permanenza dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3,
nonche' in merito alle modalita' con cui esse usufruiscono delle
forme di sostegno e di valorizzazione previste dalle leggi di
riferimento.
2. Le Province stabiliscono i criteri e le modalita' di controllo di
cui al comma 1, nel rispetto dei principi di uniformita' delle
procedure stabiliti entro sessanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge dalla Giunta regionale, previo parere della
competente Commissione consiliare, con proprio atto da pubblicarsi
nel Bollettino Ufficiale regionale.
3. Qualora venga riscontrata la perdita di uno o piu' requisiti
essenziali per l'iscrizione ovvero gravi disfunzioni nello
svolgimento delle attivita', previa diffida e concessione di un
termine per il ripristino delle condizioni necessarie,
l'Amministrazione competente procede alla cancellazione dai registri.
4. Avverso i provvedimenti di cancellazione di cui al comma 3, sono
ammessi i ricorsi ai sensi dell'articolo 6, comma 4.

TITOLO IV
DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

 

Articolo 18

Oneri finanziari

1. Agli oneri finanziari derivanti dall'attuazione della presente
legge si fa fronte nell'ambito di capitoli afferenti le unita'
previsionali di base, autorizzati dalla legge annuale di bilancio.

 

Articolo 19

Norme di indirizzo e coordinamento

1. Al fine di garantire uniformita' nell'interpretazione e
nell'applicazione della presente legge, la Giunta regionale, sentita
la competente Commissione consiliare, puo' emanare apposite
direttive.

 

Articolo 20

Modificazioni di leggi regionali

1. Alla L.R. 22 agosto 1994, n. 37 (Norme in materia di promozione
culturale) sono apportate le seguenti modificazioni:
a) la lettera b) del comma 1 dell'articolo 4 e' sostituita dalla
seguente: "b) associazioni culturali e organizzazioni operanti anche
in campo culturale";
b) la lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 e' sostituita dalla
seguente: "b) progetti che in conformita' degli indirizzi del
programma triennale di cui all'articolo 3, vengono presentati da
associazioni o organizzazioni che operano anche in ambito culturale";
c) il comma 3 dell'articolo 5 e' sostituito dal seguente: "3. Per
accedere ai contributi regionali le associazioni e le organizzazioni
di cui al comma 1 lettera b) devono essere iscritte rispettivamente
nei registri delle associazioni di promozione sociale e nei registri
del volontariato.".
2. Alla L.R. 25 febbraio 2000, n. 13 (Norme in materia di sport) sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 dell'articolo 2 e' cosi' sostituito: "4. Le funzioni di
cui al comma 1, lettere d) ed e), sono realizzate, di norma, tramite
convenzione, in collaborazione con soggetti pubblici e privati, con
le Federazioni sportive riconosciute dal CONI e con le associazioni
iscritte nei registri regionale e provinciali delle associazioni di
promozione sociale, attraverso: a) la concessione di contributi per
attivita', iniziative sperimentali e manifestazioni sportive di
particolare valenza, di livello almeno regionale; b) la promozione di
campagne di informazione per il miglioramento del benessere
psico-fisico dei cittadini nonche' per la diffusione ed il corretto
esercizio delle attivita' sportive.";
b) il comma 1 dell'articolo 8 e' cosi' sostituito: "1. I contributi
regionali di cui al presente titolo sono concessi ad Enti locali,
associazioni iscritte nei registri regionale e provinciali delle
associazioni di promozione sociale, e privati, in conto capitale o in
conto interesse attualizzato, con abbattimento non superiore all'80
per cento del tasso praticato dall'istituto bancario.";
c) il comma 1 dell'articolo 11 e' cosi' sostituito: "1. La Regione,
in concorso con le Province ed i Comuni, nell'ambito della propria
programmazione, a sostegno delle attivita' organizzative e di
coordinamento delle associazioni regionali sportive e ricreative
iscritte nel registro regionale di promozione sociale, concede
contributi finalizzati a progetti di promozione, diffusione e
organizzazione dell'associazionismo sportivo e ricreativo.".

 

Articolo 21

Abrogazione di norme

1. La L.R. 7 marzo 1995, n. 10 (Norme per la promozione e la
valorizzazione dell'associazionismo) e' abrogata.
2. Il comma 5 dell'articolo 12 della L.R. 25 febbraio 2000, n. 13
(Norme in materia di sport) e' abrogato.
3. Il comma 4 dell'articolo 19 della L.R. 4 marzo 1998, n. 7
(Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e
commercializzazione turistica - Abrogazione delle Leggi regionali 5
dicembre 1996, n. 47, 20 maggio 1994, n. 22, 25 ottobre 1993, n. 35 e
parziale abrogazione della L.R. 9 agosto 1993, n. 28) e' abrogato.
4. L'articolo 3 della L.R. 2 settembre 1981, n. 27 (Istituzione
dell'Albo regionale delle associazioni "Pro-loco") e' abrogato.

 

Articolo 22

Norma transitoria

1. Restano salve le iscrizioni effettuate negli Albi di cui alla L.R.
n. 10 del 1995, nonche' nell'Albo di cui all'articolo 3 della L.R. n.
27 del 1981.
2. Restano salve inoltre le domande di iscrizione negli Albi di cui
alla L.R. n. 10 del 1995 presentate prima dell'entrata in vigore
della presente legge.
3. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
la Regione e le Province, ciascuna nel proprio ambito territoriale di
competenza, provvedono con atto ricognitivo ad iscrivere nei registri
di cui alla presente legge i soggetti iscritti negli Albi e nei
registri di cui al comma 1, nonche' a completare i procedimenti di
iscrizione di cui al comma 2.
4. Entro centoventi giorni dall'adozione dell'atto ricognitivo di cui
al comma 3, la Regione e le Province, ciascuna nel proprio ambito di
competenza, verificano che le associazioni iscritte ai sensi delle
leggi di cui al comma 1 possiedano tutti i requisiti di cui alla
presente legge, chiedendo, se necessario, i dovuti adeguamenti.
5. Le convenzioni tra associazioni ed Enti pubblici in atto alla data
di entrata in vigore della presente legge continuano ad avere
efficacia fino alla loro scadenza. L'eventuale rinnovo avviene
secondo quanto previsto dalla presente legge.
La presente legge regionale sara' pubblicata nel Bollettino
Ufficiale della Regione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare
come legge della Regione Emilia-Romagna.

 

Note

NOTA ALL'ART. 1
Comma 3
Il testo dell'art. 117 della Costituzione e' il seguente:
"Art. 117
La potesta' legislativa e' esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel
rispetto della Costituzione, nonche' dei vincoli derivanti
dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo
Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti
dello Stato con l'Unione Europea; diritto di asilo e condizione
giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione Europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed
esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della
concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello
Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) Organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum
statali; elezione del Parlamento Europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli
Enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della Polizia
amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale;
giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su
tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, Organi di Governo e funzioni fondamentali
di Comuni, Province e Citta' metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo
statistico e informatico dei dati dell'Amministrazione statale,
regionale e locale; opere dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti
internazionali e con l'Unione Europea delle Regioni; commercio con
l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva
l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della
istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca
scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo;
protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili;
grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della
comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale
dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione
dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del
sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e
promozione e organizzazione di attivita' culturali; casse di
risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale;
enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle
materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta'
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in riferimento ad ogni
materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle
materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla
formazione degli atti normativi comunitari e provvedono
all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli
atti dell'Unione Europea, nel rispetto delle norme di procedura
stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalita' di
esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle materie di
legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potesta'
regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le
Province e le Citta' metropolitane hanno potesta' regolamentare in
ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena
parita' degli uomimi e delle donne nella vita sociale, culturale ed
economica e promuovono la parita' di accesso tra donne e uomini alle
cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni
per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con
individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo' concludere accordi
con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei
casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.".

NOTE ALL'ART. 2
Comma 1
1) La Legge 7 dicembre 2000, n. 383 concerne Discipline delle
associazioni di promozione sociale.
Comma 2
2) Il testo dei commi 2 e 3 dell'art. 2 della Legge n. 383 del 2000,
citata alla nota 1) al presente articolo, e' il seguente:
"Art. 2 - Associazioni di promozione sociale
omissis
2. Non sono considerate associazioni di promozione sociale, ai fini e
per gli effetti della presente legge, i partiti politici, le
organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le
associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che
hanno come finalita' la tutela esclusiva di interessi economici degli
associati.
3. Non costituiscono altresi' associazioni di promozione sociale i
circoli privati e le associazioni comunque denominate che dispongono
limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e
discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all'ammissione degli
associati o prevedono il diritto di trasferimento, a qualsiasi
titolo, della quota associativa o che, infine, collegano, in
qualsiasi forma, la partecipazione sociale alla titolarita' di azioni
o quote di natura patrimoniale.".

NOTA ALL'ART. 4
Comma 5
La Legge n. 383 del 2000 e' citata alla nota 1) all'art. 2.

NOTE ALL'ART. 6
Comma 2
1) Il testo del comma 6 dell'art. 117 della Costituzione e' riportato
alla nota all'art. 1.
Comma 4
2) Il testo dell'art. 10 della Legge n. 383 del 2000, citata alla
nota 1) all'art. 2, e' il seguente:
"Art. 10 - Ricorsi avverso i provvedimenti relativi alle iscrizioni e
alle cancellazioni
1. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i
provvedimenti di cancellazione e' ammesso ricorso in via
amministrativa, nel caso si tratti di associazioni a carattere
nazionale, al Ministro per la Solidarieta' sociale, che decide previa
acquisizione del parere vincolante dell'Osservatorio nazionale di cui
all'articolo 11; nel caso si tratti di associazioni che operano in
ambito regionale o nell'ambito delle Province autonome di Trento e di
Bolzano, al Presidente della Giunta regionale o provinciale, previa
acquisizione del parere vincolante dell'Osservatorio regionale
previsto dall'articolo 14.
2. Avverso i provvedimenti di rifiuto di iscrizione e avverso i
provvedimenti di cancellazione e' ammesso, in ogni caso, entro
sessanta giorni, ricorso al Tribunale amministrativo regionale
competente, che decide, in Camera di consiglio, nel termine di trenta
giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso,
sentiti i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. La
decisione del Tribunale e' appellabile, entro trenta giorni dalla sua
notifica, al Consiglio di Stato, il quale decide con le stesse
modalita' entro sessanta giorni.".

NOTA ALL'ART. 8
Comma 1
Il testo dei commi 3 e 4 dell'art. 7 della L.R. n. 10 del 2000, e' il
seguente:
"Art. 7 - Contratto di affitto, locazione, comodato, uso
omissis
3. I beni indicati nel comma 1 possono altresi' essere dati, con
deliberazione della Giunta regionale, a titolo gratuito in comodato o
in uso a Enti pubblici e ad altre persone giuridiche pubbliche e
private che, senza scopo di lucro, perseguano finalita' statutarie di
interesse collettivo e generale. In tale caso viene meno l'obbligo
della pubblicizzazione.
4. L'uso a titolo gratuito, secondo le modalita' di cui al comma 3,
puo' essere concesso anche a favore di organizzazioni ed
associazioni, anche se prive di personalita' giuridica, purche'
iscritte all'Albo di cui all'art. 12 della L.R. 7 marzo 1995, n. 10,
o al Registro di cui all'art. 2 della L.R. 2 settembre 1996, n. 37,
alle condizioni previste, rispettivamente, dagli articoli 7 e 10
delle medesime leggi regionali.".

NOTE ALL'ART. 10
Comma 1
1) Il testo dell'art 35 della L.R. n. 3 del 1999 e' il seguente:
"Art. 35 - Conferenza regionale del terzo settore
1. Per il confronto e la concertazione tra la Giunta regionale e gli
enti, gli organismi e le associazion rappresentativi del terzo
settore, e' istituita la Conferenza regionale del terzo settore con
riferimento agli organismi rappresentativi del volontariato, della
cooperazione sociale e delle associazioni non lucrative di utilita'
sociale.
2. Con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente
Commissione consiliare, sono definite le modalita' di composizione,
organizzazione e funzionamento della Conferenza.".
Comma 2
2) Il testo dell'art. 26 della Legge n. 383 del 2000, citata alla
nota 1) all'art. 2, e' il seguente:
"Art. 26 - Diritto all'informazione ed accesso ai documenti
amministrativi
1. Alle associazioni di promozione sociale e' riconosciuto il diritto
di accesso ai documenti amministrativi di cui all'articolo 22, comma
1 della Legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Ai fini di cui al comma 1 sono considerate situazioni
giuridicamente rilevanti quelle attinenti al perseguimento degli
scopi statutari delle associazioni di promozione sociale.".

NOTA ALL'ART. 14
Comma 1
Il testo dell'art. 35 della L.R. 21 aprile 1999, n. 3, concernente
Riforma del sistema regionale e locale, e' riportato alla nota
all'art. 10.

NOTA ALL'ART. 15
Comma 1
Il Titolo VIII del DLgs n. 267 del 2000 concerne Enti locali
deficitari o dissestati.

NOTE ALL'ART. 20
Comma 1
1) Il testo della lettera b) del comma 1 dell'art. 4 della L.R. 22
agosto 1994, n. 37, concernente Norme in materia di promozione
culturale, era il seguente:
"Art. 4 - Destinatari dei contributi regionali
1. I destinatari dei contributi regionali di cui alla presente legge
sono:
omissis
b) associazioni culturali;
omissis".
2) Il testo della lettera b) del comma 1 dell'art. 5 della L.R. n. 37
del 1994, citata alla nota 1) al presente articolo, era il seguente:
"Art. 5 - Interventi a sostegno delle iniziative di istituzioni e
associazioni culturali
1. La Regione interviene mediante assegnazione di contributi a
sostegno di:
omissis
b) progetti che, in conformita' degli indirizzi del programma
triennale di cui all'art. 3, vengono pr

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