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Le Domande - Le più frequenti

Un'associazione culturale con P. Iva che emette fattura per la cessione di pubblicazioni e che ha aderito al regime della ex. L. 398/91, deve indicare in fattura l'opzione oltre all'aliquota iva prevista del 4%, o il calcolo si fa direttamente al momento della liquidazione e del pagamento dell'iva? Vorrei sapere poi se bisogna riportare sul registro iva minori i "corrispettivi" derivanti dalla cessione delle pubblicazioni, nonostante per le associazioni culturali sia stato stabilito che tali corrispettivi, anche a fronte di cessione delle pubblicazioni a terzi, non sono da considerarsi ricavi derivati da attività commerciale? Se non bisogna riportare tali corrispettivi nel registro iva minori in che modo bisogna rendere conto di tali entrate? Grazie

Spett.le Utente,
Il Testo Unico IVA all’art. 1 descrive quali sono le operazioni imponibili per l’imposta sul valore aggiunto. Sinteticamente sono soggette ad Iva le cessioni di beni o prestazioni di servizio che soddisfano contemporaneamente i seguenti tre requisiti:

  • Requisito oggettivo: deve costituire una cessione di beni o prestazione di servizi
  • Requisito soggettivo, in altre parole deve essere effettuato da soggetti che agiscono nell’esercizio d’impresa, di un’arte o di una professione
  • Requisito territoriale: l’operazione deve essere effettuata nel territorio dello stato italiano

Se manca uno di questi caratteri, automaticamente manca l’imponibilità ai fini IVA. Tale premessa è necessaria per spiegarle quando un soggetto agisce in regime d’impresa.
Per quanto riguarda il suo caso la vendita di pubblicazione, l’art. 4 comma 5 evidenza che: ”Agli effetti delle disposizioni di questo articolo sono considerate in ogni caso commerciali, ancorché esercitate da enti pubblici le seguenti attività: a) cessioni di beni nuovi prodotti per la vendita, escluse le pubblicazioni delle associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale di formazione extra-scolastica della persona cedute prevalentemente ai propri associati.

In altre parole se l’attività è in linea con gli scopi istituzionali e se si cedono proprie pubblicazioni anche a terzi ma in ogni caso prevalentemente agli associati viene a cadere il requisito soggettivo (cioè manca l’esercizio d’attività d’impresa) e quindi l’applicabilità dell’imposta sul valore aggiunto. Come già evidenziato nelle risposte precedenti tale attività è considerata dal legislatore non commerciale (quindi esclusa anche ai fini dell’IRES oltreché ai fini IVA) e quindi non sussiste l’obbligo di annotare tali corrispettivi nel registro IVA minori Come già evidenziato nelle risposte precedenti tale attività è considerata dal legislatore non commerciale (quindi esclusa anche ai fini dell’IRES oltreché ai fini IVA) e quindi non sussiste l’

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