Assieme: Servizi e consulenze per l'associazionismo

Le Domande - Le più frequenti

Con alcuni amici e compagni abbiamo intenzione di costituire un'Associazione senza fine lucro, che sia indirizzata alla sensibilizzazione in campo ambientale, agricolo ed alimentare, stimolando, attraverso conferenze, convegni, incontri, etc. l'educazione in questi ambiti e un maggior rispetto dell'ambiente e delle persone. Ciò premesso, nell'organizzare ogni particolare, ci siamo studiati le leggi e, stante che: - è nostra intenzione di affiliarci ad un Associazione Nazionale le cui finalità siano riconosciute dal Ministero dell'Interno; - le nostre attività sono prevalentemente non commerciali; vorremmo sapere se, in caso di organizzazione di viaggi e soggorni (in occasione di convegni, seminari di studio, etc.) per i quali sussista un utile per l'associazione (che comunque, evidentemente, rimarrebbe a vantaggio delle iniziative istituzionali e non divisibile, etc.) rientreremmo nella definizione di non commercialità di cui all'art.148 (ex 111) c.5 del TUIR. In sintesi: la non commercialità è dovuta ESCLUSIVAMENTE alle associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento da parte del Ministero o anche ai CIrcoli ed alle Associazioni ad esse affiliate? Grazie, e complimenti per il sito.

 

Spett.le Utente,
L’attività di somministrazione d’alimenti e bevande di tipo bar svolte presso la sede istituzionale e, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, godono di una de-commercilaizzazione speciale e specifica per le associazioni di promozione sociale affiliate ad enti di carattere nazionale con finalità assistenziali riconosciute dal ministero degli interni come ad esempio: Arci, Acli etc..

L’atttività di organizzazione di viaggi, anche se organizzata per i propri soci, è comunque rilevante ai fini iva, in quanto il legislatore IVA, o per dimenticanza o per altro, non ha definito fuori dal campo iva tale attività.

Per Concludere: Le Associazioni di Promozione Sociale, affiliate ad enti di carattere nazionale le cui finalità assistenziali siano state riconosciute dal Ministero degli interni, godono, per le attività di somministrazione d’alimenti e bevande (tipo bar) svolte presso la loro sede e, per l’organizzazione di viaggi e  soggiorni (turismo) di una speciale de-commercializzazione di tali attività. Mentre che per l’attività di somministrazione l'agevolazione riguarda anche il campo iva, per l’attività di “turismo” tale agevolazione dell’imposta sul valore aggiunto non esiste rendendola attiva nei confronti dello stato. L’associazione, in altre parole, per l’attività turistica anche se svolta per i propri associati, dovrà versare l'IVA su tali entrate.

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