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Le Domande - Le pił frequenti

Salve, sono il Legale di una ass.cult. che si occupa prevalentemente di musica. I nostri associati sono per il 90% musicisti dilettanti. Capita a volte che enti locali ci contattino per organizzare spettacoli. Ovviamente i nostri associati sono coinvolti in primis. Qualora volessimo pagare le eventuali prestazioni ai nostri associati, come possiamo fare, rimanendo nella legalitą fiscale? Aggiungo che la nostra associazione rientra nei termini della legge 398. Cordialmente

 

Spett.le Utente,
La risposta alla sua domanda comporta un lungo ragionamento al quale forse ci vorrebbero mesi per poterlo spiegare e soprattutto scrivere. In ogni caso le posso affermare che le associazioni possono dare compensi anche ai propri soci per prestazioni effettuate ma solo dietro stipula di un normale contratto di lavoro, di collaborazione o usufruendo di prestazioni occasionali. In altre parole anche i soci possono lavorare ed essere retribuiti con un qualsiasi contratto o atto di lavoro riconosciuto dalla legge. Oltre a ciò, è bene specificare che ciò può avvenire solo se coesiste un prevalenza del lavoro volontario e reso a titolo gratuito.

 

Per Concludere: Le associazioni come le Aps o le culturali, possono avvalersi delle prestazioni retribuendo anche i propri associati. Questo a patto che esista un normale contratto di lavoro (dal dipendente, alla collaborazione, alle prestazioni occasionali fino ad un massimo di € 5,000 e per un periodo non superiore ai 30 gg). Questo naturalmente comporta diversi obblighi fiscali, dalla busta paga alla compilazione di una ricevuta per la prestazione occasionale oltre che i vari versamenti a titolo d’acconto etc… Inoltre, il legislatore ha specificato che in ogni caso deve coesistere una prevalenza di lavoro prestato a titolo volontario e gratuito sul totale delle prestazioni.

 

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