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Le Domande - Le più frequenti

Ciao, mi sto occupando della realizzazione di una piccola pubblicazione per l'ARCI Perugia e sono riuscito ad avere dei piccoli finanziamenti da parte di imprenditori locali, in merito vorrei sapere: A. Possono gli imprenditori detrarre dal reddito d'impresa i contributi a noi erogati? Se si in che percentuale e in che modo? B. Le erogazioni da noi ricevute come devono essere considerate a fini IVA e altro? Grazie e scusa per la mia inesperienza Piercarlo

 

Spett.le Utente,
Se i contributi ricevuti sono a titolo di erogazioni liberali e l’associazione ha la forma di APS registrata almeno in un registro di promozione sociale, i soggetti erogatori possono dedurre dal reddito la liberalità. Chiaramente tali contributi dovranno essere versati tramite mezzi tracciabili (banca, posta, carta di credito etc..).

Per quanto riguarda le imprese i limiti di deducibilità del contributo sono stabiliti dall’art. 100 del Tuir (D.P.R. 917/86) che prevede:

  • Limite di € 1.549,37, oppure
  • 2% del reddito di impresa dichiarato.

Le erogazioni liberali non rientrano nel campo dell’IVA. L’associazione dovrà però rilasciare un’apposita ricevuta su carta intestata contenete i dati del soggetto erogante, la metodologia del versamento e i riferimenti del testo unico.

Se invece si parla di contributi pubblicitari, per l’associazione tale attività si denota come commerciale, dovrà aprire la partita iva con obblighi connessi ed imposizione di IVA. I soggetti eroganti in tal caso scaricheranno sia l’iva che il costo.

Per Concludere: se il contributo erogato da alcuni imprenditori è sottoforma di liberalità, questi possono dedurre l’erogazione per un limite massimo di 1.549,37 oppure fino ad un massimo del 2% del reddito d’impresa dichiarato. Ecco alcune cose da sapere:

  • L’associazione deve rientrare tra i soggetti previsti dal legislatore; se l’associazione in questione è un’APS deve essere iscritta in uno dei registri previsti dalla L. 383/2000
  • L’erogazione deve avvenire tramite metodi rintracciabili come Ad es Banca, posta etc..
  • L’associazione deve rilasciare un’apposita ricevuta su carta intestata contenente i dati dell’erogatore, il mezzo di pagamento ed i riferimenti del Tuir.

Se invece si tratta di un versamento come corrispettivo per attività di pubblicità, questa si conforma come commerciale per l’associazione. Il soggetto erogante scaricherà la fattura emessa dall’associazione come costo.

 

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