Assieme: Servizi e consulenze per l'associazionismo

Le Domande - Le più frequenti

Salve a tutti, siamo una piccola associazione sportiva senza fini di lucro, non possediamo Partita IVAma solo il Codice Fiscale. Stiamo realizzando un progetto formativo con dei bambini di una scuola, progetto finanziato dalla Comunità Europea e la scuola si è posta il problema di come liquidarci il compenso, circa 1000 €. Loro dicono che possono solo liquidare una nostra fattura, oppure predisporre un mandato a nome del presidente il quale, nel caso, si ritrova sulla propria denuncia dei redditi una somma di cui ha solo visto il colore. Come ci si regola in questi casi? A quale regime fiscale siamo assoggettati? Noi abbiamo un bilancio annuale che sta al di sotto dei 10000 € annui. Grazie di cuore per l'attenzione

 

Spett.le Utente,
Se l’attività svolta dall’associazione è una prestazione di servizi resa dietro pagamento da parte della scuola (soggetto terzo) di un corrispettivo specifico, questa si configura in linea generale come un’attività commerciale, cioè produttrice di reddito imponibile. Per poter svolgere tale tipologia di attività l’associazione dovrà dotarsi di propria partita IVA, fatturare e scegliere un proprio regime contabile. In tal senso per le associazioni senza scopo di lucro in regola con i crismi definiti dal legislatore (d.lgs 460/97, generalità degli enti di tipo associativo, art. 90 della L. 289/2002 per le associazioni sportive dilettantistiche) esiste un particolare regime agevolato denominato Ex L. 398/91. Tale opzione permette di beneficiare sia di agevolazioni fiscali (forfait IVA e Redditi) che contabili (sola tenuta di un registro denominato Iva minori). Non trovo, invece corretto la liquidazione personale al presidente tramite un compenso di collaborazione occasionale, quando la prestazione di servizio è prestata dall’associazione.

Per Concludere: Le prestazioni di servizio onerose verso soggetti terzi sono da considerarsi in via generale come attività commerciale. Per poterla svolgere l’associazione dovrà dotarsi di una propria partita IVA ed assolvere gli obblighi fiscali e contabili del regime scielto. Per gli enti di tipo associativo in regola con quanto stabilito o dalla normativa fiscale 460/97 oppure con la propria normativa di riferimento, esiste un regime opzionale denominato ex. L. 398/91 che permette di beneficiare di agevolazioni fiscali (calcolo forfetario dell’IVA e dell’IRES) che contabile (registrazione dei corrispettivi mensile, unico registro etcc..).

 

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